Santuario della Madonna del Corno
Un santuario del primo Cinquecento a picco sulla Franciacorta: nuova copertura, consolidamento degli archi e restauro delle facciate.
- Luogo
- Provaglio d'Iseo (BS)
- Anno
- 2017
- Tipologia
- Beni culturali
- Committente
- Comune di Provaglio d'Iseo
- Prestazioni
- Progettazione architettonica, Progettazione strutturale, Direzione lavori architettonica, Direzione lavori strutturale, Sicurezza. Progetto e DL architettonica Ing. Angelo Valsecchi
- Stato
- Realizzato
Il santuario sorge su una parete rocciosa del Monte Cognolo, sopra Provaglio d'Iseo. Dal sagrato la vista abbraccia l'anfiteatro morenico della Franciacorta e la Riserva delle Torbiere del Sebino, tanto che il sito è indicato come visuale sensibile dai piani paesaggistici regionale e provinciale.
I lavori hanno riguardato il consolidamento degli archi trasversi, il rifacimento della copertura, il restauro dei prospetti e il consolidamento del portale in pietra di Sarnico. Con fondi aggiuntivi trovati dal Comune durante il cantiere sono state restaurate le tavelle in cotto del tetto, che sotto la tinta grigia ottocentesca conservavano le decorazioni originali, ed è stato rifatto il tetto del «rifugio» addossato al lato sud.
Archi. Sopra le catene lignee esistenti sono stati posati tiranti in acciaio da 24 mm con capochiave tradizionali a vista, messi in tensione; altre due catene consolidano l'arco santo e le lesioni del portico d'ingresso.
Copertura. Le indagini hanno mostrato un forte degrado del legno: tutti gli impalcati sono stati rifatti negli stessi alloggiamenti, con orditura principale in rovere e travicelli in abete come gli originali. Sopra le tavelle restaurate, listoni e pannelli in multistrato collegati da nastri d'acciaio formano un guscio irrigidente, chiuso da un cordolo in piatto d'acciaio ancorato alle murature.
Facciate. Sono state tolte le malte cementizie, conservati e consolidati gli intonaci storici e ripristinate le lacune, con una velatura a calce pigmentata con terre naturali dove necessario.
Impresa: Società Generali Costruzioni. Restauri: Fulvio Sina; dipinti: Alberto Casella.